Ringraziamenti e alcune considerazioni

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Quando questa mattina ho scattato questa foto alle 7.30 il mio pensiero è stato: “la calma dopo la tempesta”. Silenzio e pace regnavano. Ma questo era vero per noi e non per altri territori. Ti assale la consapevolezza che ti è andata bene, perché ad altri è andata male e la consolazione è talmente triste da gettarti nello sconforto. E poi ripensi a tutto quello che hai provato a fare per gestire una emergenza che non è vero che fosse prevedibile da giorni, come ho letto da tanti leoni da tastiera. Si leoni da tastiera. Esperti di meteo, di fiumi, di argini. Perché non è normale che in montagna dopo una forte nevicata vengano 13 gradi il primo febbraio, che facciano sciogliere tutto, mentre la pioggia raddoppia l’effetto nefasto. Non è normale e nemmeno prevedibile che due eventi del genere si sommino. Punto.
Ed ecco che allora alcune considerazioni le devo fare. Quando in queste situazioni di emergenza un sindaco emette una ordinanza di evacuazione non lo fa a cuore leggero. Lo fa per tutelare i cittadini dall’imprevedibile. Se un sindaco suona alla porta alle 7.00 della mattina e ti dice che bisogna organizzarsi per andare via, come ho fatto ieri mattina, non sta scherzando e nemmeno facendo allarmismo. Si sta prendendo cura di te e lo devi ascoltare. Ieri ho visto persone curiose invece che preoccupate, che sottovalutavano la pericolosità degli eventi. Persone impegnate a curiosare e a portare bambini in luoghi pericolosi. Scusatemi se questa sera ci tengo a sottolineare questo aspetto. Ma tutti siamo responsabili degli eventi. Nessuno è escluso. Siamo parte di un “ecosistema”, che evidentemente tanto eco non è più e la responsabilità non è sempre degli altri, ma anche dei nostri comportamenti.
E tuttavia alla preoccupazione nella gestione di una emergenza difficile il contatto con tanti cittadini è stato bello e positivo. Siamo una bella comunità e molte persone si sono rese disponibili ad aiutarci nella gestione dell’evento. Allora ci tengo moltissimo a fare alcuni ringraziamenti. A partire dai cittadini che ho provato a tenere costantemente aggiornati, alla Protezione Civile che a Calderara ha volontari bravi e preparati che mi hanno consentito di prendere le decisioni giuste. Alla Polizia Locale che insieme ai Carabinieri hanno monitorato e avvisato i cittadini. Alla Polisportiva alla quale è bastata una telefonata per allestire centro di raccolta e preparazione pasti. Ai dipendenti del Comune da quelli dell’ufficio tecnico alle ragazze dell’urp, anagrafe e segreteria del sindaco che hanno gestito le risposte telefoniche h.24. Infine a miei assessori. Non mi sono mai sentita sola e quando accadono cose difficili è fondamentale sentirsi parte di una squadra. La nostra è stata una bellissima squadra.
Faccio gli auguri alle mie colleghe e colleghi sindaci che ne avranno ancora per diversi giorni. Ma so che “la forza è con loro”.
Cari Calderaresi vi voglio bene e spero di avervi dato il valido aiuto che meritavate.
Buona notte.

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