Cara Amelia

Cara Amelia forse ti scrivo perché questo tuo viso algido mi ha sempre ricordato quello delle fate buone delle fiabe o perché la simpatia che ho sempre avuto nei tuoi confronti chiede di essere resa pubblica. Non lo so, forse perché mi sembra di avere sempre di fronte un volto saggio che ispira la fiducia di una mamma. Certo è che da una figura così magari ci si aspettano consigli e suggerimenti, ma siamo in politica e quindi tutto cambia.

Certo è cara Amelia che quando l’accordo sul passante è stato sottoscritto ad aprile in giunta c’eri tu (e non solo tu per la verità) e non io e quindi magari più di me dovevi essere consapevole del contenuto, degli impegni e dei tempi dello stesso. Tu che quando è stato presentato il progetto preliminare sedevi già in consiglio, mentre io ancora non ero in giunta. Non mi ricordo di aver letto da nessuna parte una tua contrarietà al progetto. Tu che più di me dovevi quindi avere elementi di conoscenza quando a settembre sono diventata assessore. Tu che potevi partecipare al percorso di condivisione con i cittadini, quando c’erano da prendere i pomodori in faccia. Tu, che però sei sempre stata assente, sarai sorpresa di sapere che i cittadini, anche quelli maggiormente contrari sono stati da esempio, perché invece erano presenti quando le cose andavano dette. Ed io ero lì. Nominata appena da una settimana a farmi carico dell’accordo che avevi approvato in giunta tu. E sai cosa ti dico? Mi è dispiaciuto non vederti, ma sono stata contenta di averci messo la faccia, di aver fatto vedere ai cittadini che il Comune era presente nel momento più difficile, di avere ascoltato prima loro che la politica. Si cara Amelia. Abbiamo deciso di fare un confronto pubblico per migliorare il progetto preliminare. Era sempre scritto in quell’accordo che è stato firmato ad aprile. Ovvero che il progetto definitivo doveva contenere il contributo dei cittadini. Ed è andata proprio così sai. E tu, la mia fata, ti presenti alla fine (a pomodori scansati, ad assemblee pubbliche durate fino all’una di notte, a più di 1000 cittadini ascoltati) a dire che volevi presentare un ordine del giorno per supportare la giunta. Quando i quartieri lo avevano fatto un mese e mezzo prima sapendo, loro evidentemente meglio di te, quali erano i tempi. Si perché sai abbiamo scelto di dare voce ai quartieri. Si a quelle famose “quasi periferie”, che però sono quelle toccate sul vivo dall’opera, ma che nell’opinione comune non si ascoltano perché le cose si decidono dal “centro”. E invece no. Loro erano i protagonisti. Quei quartieri che devono parlare con i cittadini, che magari sono arrabbiati e quindi si sono subito preoccupati di loro. Hai presente? E i presidenti di quartiere si sono dati un gran da fare. Anche alcuni consiglieri hanno contribuito a questo percorso. Ne ho visti diversi negli incontri, ma tu mancavi sempre. La mia fata non c’era. E però le voglio raccontare che abbiamo fatto un buon lavoro ed abbiamo arricchito parecchio quel progetto che lei conosceva (?). E lo abbiamo fatto inserendo tanti contributi arrivati dai cittadini e dai quartieri e valutati dalla struttura del comune. Come tutti sapevano. E poi ….. quando abbiamo portato a casa diversi milioni di euro, rispetto ai pochi di cui si parlava, ti presenti con un ordine del giorno….Mi sono detta, ma forse la fiaba è Biancaneve e quella è la mela? Può darsi, ma se la persona da colpire ero io, la mela avvelenata non andava data da mangiare al sindaco. E tu che sei molto più saggia di me lo dovresti capire. Allora non usare infingimenti. Io sai sono così: diretta. Mi si da un obiettivo? Tendo a raggiungerlo, altrimenti non servo. Quindi vado alla meta. Invece che andare dritta mi chiedi di farne una curva? Bene. Se mi vuoi supportare davvero come hai dichiarato, ne sono lieta e se non sei d’accordo su alcune cose allora ti chiedo di dirmelo prima e non alla fine. Ti ascolterò. Sono fatta così. Mi piace ascoltare. E tu però prova a consigliare anche i ragazzi che ti circondano. Sono bravi sai? Magari qualcuno di loro è deluso, ma hanno talento e tanta voglia di fare. Facciamo in modo che la politica sia una cosa bella. Mi aiuti? Con la simpatia di sempre.